Italiani in Cina: nel paese di WeChat e Alibaba senza perdersi
Nel paese di WeChat e Alibaba: la prima lezione è smettere di cercare “un’app” Per un italiano che arriva in Cina, magari con una valigia, un visto di studio e qualche frase in mandarino imparata su YouTube, il primo shock non è sempre la lingua. Spesso è il telefono. In Italia siamo abituati a una vita digitale spezzettata: WhatsApp per i messaggi, Google Maps per orientarsi, la banca per i pagamenti, Amazon per acquistare, email per le comunicazioni serie. In Cina, invece, capita di aprire WeChat al mattino e usarlo fino a sera per scrivere al proprietario di casa, pagare un caffè, ricevere un avviso dell’università, prenotare un servizio, entrare in un gruppo di corso e parlare con un collega. Poi si passa a un servizio dell’ecosistema Alibaba per confrontare prodotti, trovare offerte o organizzare acquisti. Non è un trucco da fantascienza: è semplicemente il modo in cui tanti servizi quotidiani sono diventati più integrati. ...
